Get It Fair: presented in Rome at Accademia Costume Moda

Mar 26, 2019 0 Comments in Events by

Accademia Costume e Moda di Roma ha organizzato a Roma la master class dal titolo “Sostenibilità e Responsabilità Sociale: le nuove sfide competitive dalla moda italiana” durante il quale è stato presentato in anteprima in Italia lo schema di certificazione Get It Fair.

“In questi ultimi anni abbiamo assistito ad una crescente attenzione ai temi della Sostenibilità e Responsabilità Sociale. In Accademia Costume & Moda l’attenzione al presente e al futuro è cruciale e già attraverso il network di aziende e della filiera con cui collaboriamo queste aree di progetto sono emerse e sono state affrontate dagli studenti”. Con queste parole, Furio Francini (CEO Accademia Costume & Moda) apre l’incontro e prosegue “l’occasione di ospitare una master class corale in cui la complessità degli aspetti ecologici, economici e di fair labour sono stati trattati, è stata preziosa. Gli studenti hanno partecipato con sincero interesse considerando che il futuro sarà di chi riuscirà ad affrontare queste sfide di civiltà con la giusta consapevolezza e nella costruzione di un nuovo approccio culturale. Ringrazio Emanuela Sabbatini, Cecilia Frajoli Gualdi e Cesare Saccani per averci offerto tre angolazioni complementari e ricche di insights e conto di averli presto nuovamente nostri ospiti per proseguire un discorso tanto ampio e fondamentale”.

Un intervento con parole concrete e una sintesi chiara dei concetti per introdurre i relatori.

“Gli stilisti di domani – sostiene Cesare Saccani (ICMQ India – Managing Director) – dovranno pensare i prodotti di moda nella piena consapevolezza che Millennials e Gen Z presteranno sempre più attenzione alla sostenibilità e alla responsabilità sociale del luogo in cui vengono realizzati. Ma per consentire al consumatore l’esercizio del diritto di acquistare in modo informato occorre trasparenza e affidabilità delle informazioni fornite da aziende e marchi. Get if Fair è lo strumento a disposizione per verificare il rispetto dei diritti umani, la sicurezza dei luoghi di produzione gli impatti ambientali e fornire ai clienti finali informazioni sempre più affidabili. Il sistema moda Italia deve arricchire i punti di forza (qualità, design, passione per il dettaglio) con i valori emergenti di sostenibilità e responsabilità sociale per attirare le future generazioni di consumatori”.

Il tema dei diritti umani nei luoghi di produzione è stato al centro dell’intervento di Emanuela Sabbatini (AFLIN – Presidente) “AFLIN oltre a favorire come principale progetto l’istruzione, punta con determinazione alla promozione di un ruolo attivo delle donne in India. Abbiamo intrapreso la strada del “Vestiamo responsabile” con gli obiettivi di migliorare la consapevolezza del consumatore italiano sulle condizioni e l’ambiente di lavoro in cui è stato realizzato il prodotto che sta comprando e di migliorare concretamente la responsabilità sociale delle imprese Italiane e lungo la loro rete di fornitura in India (e Asia)”. Racconta, come esempio, una storia di una donna, sarta a cui viene dato del lavoro subappaltato. Mamma di due bambine sostenute dalla Onlus, lavora a casa, con la sua macchina da cucire per 16/18 ore per poche rupie al giorno. Continua Emanuela “Si deve dare dignità a queste meravigliose donne, che sono esempi di vita e cardini della famiglia! Motivo per cui AFLIN vuole valorizzare la loro professionalità attraverso tutte le possibili garanzie per un lavoro più equo, con un progetto di formazione e inserimento professionale”.

Nel 2017 è nato “Dress the Change” un magazine on line per la diffusione della cultura della moda etica. L’intervento di Cecilia Frajoli Gualdi (Dress The Change – Presidente) si è focalizzato sul doppio ruolo dei giovani stiliesti della scuona: consumatori di oggi e designer di domani. Come consumatori di oggi possono, infatti, valorizzare i brand virtuosi che realizzano capi di abbigliamento in modo socialmente responsabile e sostenibile. Come designer di domani potranno progettare in modo responsabile e sostenibile, dal concept alla sua realizzazione, tenendo conto di tutta la filiera di produzione. I ragazzi saranno dei “Desumer” e potranno progettare in modo sostenibile sia la domanda che l’offerta nel mercato della moda.

L’incontro ha mostrato la necessità di rafforzare la competitività del sistema moda italiano puntando con decisione sui valori emergenti per le giovani generazioni e avviando un processo di cambiamento fondato sul coinvolgimento di tutte le parti interessate.


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